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Le attività più innovative del nostro Istituto

ORIENTAMENTO 2023_24

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Il motore rosso
MARANELLO,16 SETTEMBRE

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Nell'atmosfera carica di aspettative, la campanella scolastica ha suonato annunciando l'inizio di un'avventura “epica”: la gita annuale al Festival della Filosofia. Ma quest'anno, il destino aveva riservato un'insolita deviazione. Non erano solo le saggezze dei più illustri filosofi dei nostri tempi a guidarci, ma anche il ruggito dei motori. Maranello, sede del mitico Museo della Ferrari, ci attendeva con promesse di velocità, tecnologia e un'intrecciata danza tra mente e motore.

 

All'ingresso del Museo del Cavallino Rampante, una frase cattura la nostra attenzione: "Sono uno che ha sognato di essere Ferrari!" La frase, attribuita a Enzo Ferrari, fondatore dell'omonima casa automobilistica, evoca un senso di aspirazione e ambizione. È un richiamo a sognare in grande, a osare e a dedicarsi appieno a un obiettivo di vita. Essere "Ferrari" in questo contesto va oltre la sola aspirazione a possedere una delle prestigiose auto della casa automobilistica; è un simbolo di eccellenza, di successo, di passione e di determinazione.

 

Il calvinismo, una corrente del pensiero protestante, insegna la predestinazione, secondo cui il destino di una persona è già deciso da Dio. Tuttavia, incoraggia anche l'individuo a vivere una vita di fede, virtù e lavoro duro, in quanto queste azioni possono essere viste come un segno di essere tra coloro destinati alla salvezza.

 

In questo contesto, "sognare di essere Ferrari" rappresenta il desiderio di una persona di sacrificarsi e lavorare instancabilmente per raggiungere un obiettivo ambizioso. È una manifestazione del desiderio di perseguire la propria "predestinazione" verso il successo o il raggiungimento dei propri scopi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo stati calorosamente accolti presso la più illustre “cattedrale” dell'automobile. Qui, ci è stata concessa l'opportunità di immergerci in una straordinaria mostra celebrativa dedicata alla Scuderia Ferrari, la squadra di Formula 1 che detiene il primato di vittorie assolute. Un nome che non solo simboleggia il massimo livello del motorsport, ma che unisce un intero Paese e affascina milioni di tifosi in ogni angolo del globo.

 

Ben oltre 90 anni di storia gloriosa, vengono raccontati da indimenticabili modelli, protagonisti di gare sofferte, di storiche vittorie e talvolta di sconfitte dolorose, che iniziano dall’Alfa Romeo 8C 2300 Spider, che nel 1932 fu la prima a portare il Cavallino Rampante sulla sua livrea, fino alla F1-75, la monoposto con cui hanno gareggiato nel campionato di Formula 1, Charles Leclerc e Carlos Sainz, nell’anno passato. Suddiviso in sale, il museo non ci offre  solamente i vari modelli automobilistici, ma anche i vari particolari che rendono unici gli interni di queste vetture, come ad esempio una di queste è dedicata ai vari espositori di pelle e stoffa: si va dai manubri fino al le cinture che rendono il pilota più sicuro alla guida.

Ci siamo sentiti avvolti dall'eleganza delle lavorazioni, dalle cuciture impeccabili che parlano di maestria e passione per il dettaglio. In questa sala, la sensazione di toccare la storia è stata palpabile, quasi come se potessimo percepire l'anima delle auto che abbiamo ammirato. Ma la meraviglia non finisce qui. C'è una sala interamente dedicata alle vittorie della Scuderia Ferrari in ogni singola stagione di Formula 1. Un caleidoscopio di trionfi, di trofei scintillanti e di piloti leggendari che hanno scritto pagine indelebili nella storia dell'automobilismo sportivo.

 

Dopo l'esposizione dei progetti più innovativi realizzati dalla Ferrari, l'esperienza si è elevata a un livello completamente nuovo, offrendoci l'opportunità di vivere in prima persona il cuore pulsante della Scuderia. Il pit stop ci ha catapultato nell'azione frenetica e sincronizzata che alimenta ogni gara, mostrandoci la precisione millimetrica richiesta nel cambio di ruote. È stato come assistere a un'opera d'arte motorizzata, in cui ogni gesto è calibrato al millisecondo. Ma la vera apoteosi è giunta con la simulazione virtuale di una monoposto Ferrari. Seduti ai comandi, abbiamo avvertito il ruggito del motore, il vibrare della pista sotto le ruote e l'adrenalina che solo i veri piloti possono conoscere. È stata una tempesta di emozioni, un viaggio fulmineo nel mondo di velocità e potenza che solo la Ferrari può offrire. 

 

Al termine di questa straordinaria esperienza, ci siamo trovati di fronte allo shop, un vero e proprio tempio per gli appassionati del Cavallino Rampante.  Qui, gadget di ogni genere e per ogni gusto ci hanno accolto, dal classico merchandising a oggetti esclusivi che portano in sé l'anima di questa leggendaria casa automobilistica. I più appassionati potrebbero trovare difficile resistere alla tentazione, anche di fronte a oggetti dal costo più elevato, che portano con sé la storia e l'eccellenza della Ferrari.

 

Il museo non è solo un luogo, ma un'esperienza che abbraccia i sensi e l'anima di ogni appassionato, offrendo uno sguardo privilegiato nell'universo straordinario del Cavallino Rampante.


 

Silvia Di Lorenzo, Asia Scheggia, 

Martina De Laurentiis, Chiara Di Tomaso

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PROGETTO MOBILITA' SOSTENIBILE
FOSSACESIA 6 Maggio 2023

L'IIS Algeri Marino si tinge di ROSA attraverso la mobilità sostenibile, progetto interdisciplinare delle classi IPIA coordinato dai docenti Amalia de Risio, Rocco Iezzi, Guglielmi Carlo con un autentico compito di realtà: la realizzazione di una bicicletta elettrica a pedalata assistita con un sistema Arduino 33 IoT!

Siamo pronti per partire

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CYBER SECURITY FORUM
PESCARA 26/27 Maggio 2022

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PRAGMATISMO DIGITALE    

I NUOVI EMARGINATI DEL FUTURO

l’IIS Algeri Marino partecipa a pieno titolo al dibattito in corso sull’IA e in particolare sui vantaggi e i pericoli che sono stati individuati.

 

Infatti, il 22 marzo 2022 si è svolto un evento di formazione e dibattito ONLINE dal titolo #brAin - metodologie didattiche innovative: come promuovere l'intelligenza artificiale nella didattica dal punto di vista etico e metodologico.

L’evento è stato occasione per diffondere le buone pratiche sviluppate nell’ambito del progetto #brAIn metodologie didattiche innovative: iniziativa cui partecipano quindici scuole di undici diverse regioni italiane.

L’incontro ha dato la possibilità di condividere esperienze e buone pratiche che le diverse realtà hanno posto in essere nel corso di quest’anno scolastico per diffondere la conoscenza e la riflessione sul ruolo che l’intelligenza artificiale assume sempre più nelle nostre vite.

In questi anni e, in particolare negli ultimi due anni, anche grazie o purtroppo, agli eventi pandemici e ora anche bellici si sono susseguite novità importanti sia a livello tecnologico che normative per quello che attiene al mondo digitale: oltre all’AI sono diventati familiari i termini di METAVERSO, REALTA’ AUMENTATA, CLOUD, BLOCKCHAIN, IOT, CYBERSECURITY, MACCHINE A GUIDA AUTONOMA … è diventato normale avere una App che gestisca qualunque cosa o avere il robot che pulisce casa.

Di tutti questi temi, se ne è parlato in occasione del seminario con il prof. Andrea Monti e il prof. Fortunato Santucci.

Sicurezza INFORMATICA 

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Sperimentazione Classi@2.0

Classi@2.0: la svolta dell’umanesimo digitale.
 
Era il 2006 quando l’Unione Europea inserì nelle otto competenze fondamentali per l’apprendimento permanente quella digitale, rilevando la necessità di adottare pratiche educative finalizzate all’uso consapevole delle nuove tecnologie. Una sfida accolta dall’Istituto Algeri Marino di Casoli che ha avviato la costruzione di una scuola sostenibile in grado di dare spazio e valorizzazione al mondo digitale, non solo introducendo nuove tecnologie, ma accogliendo anche nuovi paradigmi formativi. 
La dirigente scolastica, prof.ssa Costanza Cavaliere, supportata da docenti motivati e lungimiranti, come l’animatore digitale, il prof.re Iezzi Rocco, hanno saputo cogliere le potenzialità di una didattica che fosse inclusiva e al servizio dell’intera comunità scolastica; sono stati rinnovati gli ambienti di apprendimento, i laboratori, le classi virtuali e si è deciso di puntare alla partecipazione di concorsi e sperimentazioni che permettessero di favorire la crescita formativa dei propri studenti.
Nell’anno scolastico 2019/2020, l’Istituto A. Marino ha aderito alla sperimentazione delle Classi@2.0 e tale percorso ha significato integrare la didattica tradizionale con quella digitale attraverso metodologie e strumenti che facilitassero lo scambio e la trasmissione di saperi.La didattica digitale, tuttavia, non deve essere intesa semplicemente con l’adozione di ebooks, infatti le enciclopedie e le biblioteche virtuali sono ricche di materiali anche gratuiti e di percorsi educativi che facilmente si integrano con i contenuti richiesti per il raggiungimento delle conoscenze; la didattica @2.0, invece, richiede l’applicazione di metodologie che sappiano motivare, incuriosire e mettere al centro del processo educativo lo studente accompagnandolo verso il mondo della ricerca, del confronto, della creatività e di una crescita, quindi, consapevole. Le classi@2.0 hanno permesso di realizzare un’“utopia costruttiva” che ha integrato le nuove scoperte della didattica multimediale nella didattica tradizionale; ciò ha significato e ha dimostrato che si può interagire più efficacemente con i propri alunni, in quanto nativi digitali, e allo stesso tempo educarli all’uso consapevole dei dispositivi e della rete con il supporto dell’insegnante durante le diverse attività di ricerca e di creazione dei prodotti multimediali; contemporaneamente propone le tecnologie della comunicazione come mezzo per apprendere e potenziare il proprio metodo di studio anche in relazione alle competenze-chiave di cittadinanza.Le classi digitali hanno permesso di riorganizzare ed ampliare gli spazi educativi attraverso il coinvolgimento e la ricerca di nuovi orizzonti come quella dell’Intelligenza Artificiale (IA) che ha portato all’inaugurazione  di un ulteriore laboratorio, il  “AmaiLab”, che va ad aggiungersi a  quello già esistente e collaudato del FabLab, unici nello scenario formativo del nostro territorio e pluripremiati nei molteplici contest. L’AmaiLaB e il FabLab si presentano come  laboratori all’avanguardia, equipaggiati da software, schede, accessori elettronici, macchine in grado di lavorare con materiali diversi; in questo ambiente, curato in ogni minima parte, gli studenti, i docenti, i ricercatori e i maker hanno trovato gli stimoli necessari per apprendere e sperimentare, in modo empirico, concetti impegnativi di natura scientifica e sociale; la crescita, l’innovazione, lo scambio di tecniche e conoscenze sono assicurate non solo per la comunità scolastica in cui opera ma è rivolta a tutto il territorio circostante. L’Istituto Algeri Marino ha dato la possibilità, sia ai docenti che agli studenti, di scommettere sul futuro in una società fortemente legata alla veloce trasformazione digitale che, in occasione della pandemia di Covid-19, ha avuto un impulso ancora più vigoroso; l’Algeri Marino ha puntato sulle nuove generazioni che, inevitabilmente, dovranno possedere competenze in ambito informatico e “social” in un mondo in continua evoluzione in cui la maggior parte dei lavori di oggi non saranno più quelli di domani! 
Prof.ssa De Risio Amalia

Dal “FabLab Algeri Marino” a una “Scuola Intelligente” 
15 Maggio 2015

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"Meta di traverso”

Metaverso,non è nuovo come pensiamo, infatti era stato introdotto alla ribalta con l’annuncio di Facebook, che ha deciso di denominare appunto “Meta”, la holding delGruppo (che controlla le piattaforme Facebook, Whatsapp, Instagram e gli Oculos) e di avviare un progetto con questo nome, progetto di cui ancora non si sa molto.
Pochi giorni dopo, Microsoft ha annunciato che dal 2022 integrerà il Metaverso nella piattaforma Teams con una funzionalità chiamata Mash: gli utenti potranno creare un avatar con cui partecipare alle riunioni di lavoro. Ai seguenti annunci già dati delle big tech, ne seguiranno ancora molti altri col passare degli anni. ll significato del Metaverso può essere introdotto diversamente a seconda della fonte, ma non siamo di fronte a una tecnologia e nemmeno a un termine coniato da Zuckerberg, bensì a un processo inevitabile della convergenza digitale intrapresa l’ultimo decennio del secolo scorso, e che affonda le sue origini profondamente nel pensiero moderno. 
Possiamo quindi stabilire che da qualunque fonte provenga il Metaverso risulterà sempre essere il futuro di Internet; ovvero un insieme di spazi virtuali attraversati appunto da avatar, quindi considerato un passo avanti rispetto alla realtà virtuale. Molto si capisce  anche dalle origini del termine “ Metaverso” (Metaverse), è un termine fondato da Neal Stephenson, nel libro appartenente alla cultura cyberpunk “ Snow Crash” 1992, descritto dall’autore come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite Internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. In questo modo la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla risoluzione del  proprio avatar e dalla conseguente possibilità di accesso a luoghi esclusivi e particolari in modo unico. All’argomento “Metaverso” viene collegata con uno sbocco diretto alla 
“Torre di Babele”, la leggendaria costruzione di cui narra la Bibbia nei libri della Genesi, riferimenti più o meno ampi ad essa si trovano anche nelle opere di scrittori d’età  ellenistica e romana. Il collegamento con il Metaverso è dovuto alla leggenda che Mark Zuckerberg ha ricoverato retoricamente alle origini di Facebook, che racconta secondo  la versione biblica che gli uomini volevano arrivare al cielo per farsi un gran nome e non essere dispersi su tutta la Terra come Dio aveva loro condannato.
Ma Dio creò scompiglio nelle genti, facendo in modo che le persone parlassero lingue diverse e non si capissero più, impedì che la costruzione della torre venisse portata a termine. Il nome “Babele”, attribuito alla torre è riconducibile all’ebraico bālal, che significa <<confondere>>, in quanto l’episodio della Genesi parla di “confondere lingue”.
In questo senso Zuckerberg sta cercando attraverso l’intelligenza artificiale che utilizzerà  nel Metaverso di creare un traduttore in grado di far comunicare le persone tramite la loro lingua natia con chiunque, ovvero vorrebbe risolvere il problema che Dio ha creato nella storia
Liberatore Anthony 4G
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